Le 10 password più comuni

J f, 2006

La vita odierna è costallata da password, pin, codici segreti; per pagare nel negozio con il bancomat, oppure per aprire il cancello, per acquistare online o per leggere la posta. Allo stesso modo, ogni giorno sentiamo quanto siano fragili i sistemi di sicurezza per proteggere le nostre password. Possiamo anche noi intervenire per rafforzare la sicurezza, scegliendo password più forti e antiscasso. Ma per quale motivo, un utente, davanti alla registrazione su un sito, usa sempre la stessa, consistente, insicura password???Prendendo  un buon campione di password (provenienti dal Regno Unito) ecco i risultati delle password più frequenti. Se ne compare una che anche tu usi, beh… allora è tempo di cambiarla!!

  • 10. ‘thomas‘ (0.99‰)
    Mettere il proprio nome è una delle strategie più diffuse. Thomas, in questo caso, è il nome più diffuso in Inghilterra (il secondo nome più diffuso al mondo), quindi non sorprende che faccia parte di questa classifica.
    Nel caso italiano, ecco la classifica dei nomi femminili e maschili più diffusi:
    Maria (387.131), Anna (177.955), Rosa (108.193), Giuseppina (107.716), Angela (105.877), Giovanna (100.877)
    Giuseppe (790.149), Antonio (540.960), Giovanni (498.321), Francesco (427.657), Mario (362.645), Luigi (360.64 8)
  • 9. ‘arsenal‘ (1.11‰)
    Un altro modo per scegliere una password è quello di mettere la propria squadra del cuore. In Inghilterra, l’Arsenal ha molti tifosi.
    Nel caso italiano potrebbe comparire probabilmente la password: juve, milan, inter, roma, napoli, ecc…
  • 8. ‘monkey‘ (1.33‰)
    Il motivo per il quale monkey è all’ottavo posto, è abbastanza oscuro. Ma si possono fare alcune considerazioni: si tratta di una parola da 6 lettere (il minimo per una password in molti siti), è facilmente digitabile e si imprime bene nella memoria in quanto si tratta di una parola materiale (un animale).
  • 7. ‘charlie‘ (1.39‰)
    Un altro nome.
  • 6. ‘qwerty‘ (1.41‰)
    Non ci sono dubbi della provenienza di questa password. Sono le prime 6 lettere della tastiera. Un metodo visivo, ma molto diffuso, visto che 1 persona su 700 sceglie proprio questa.
  • 5. ‘123456‘ (1.63‰)
    Banale anche questa. Servono 6 caratteri per una password?? Niente di meglio che inserire i numeri dall’1 al 6.
  • 4. ‘letmein‘ (1.76‰)
    Una persona su 560 scelgono questa. Il perchè è oscuro. Forse una password usata in qualche telefilm??
  • 3. ‘liverpool‘ (1.82‰)
    Altra squadra di calcio.  E’ terza in classifica, ma si tratta di una parola unica e facile da digitare.
  • 2. ‘password‘ (3.780‰)
    Quando ci viene chiesta una password, e soprattutto quando manca la fantasia, ecco che si ridigita la parola “password”. Scelta da 1 su 250 persona.
  • 1. ‘123‘ (3.784‰)
    E’ la password più diffusa, usata da 4 persone su 1000. Se è anche la tua, ti consiglio di cambiarla proprio ora.

Conclusione

Circa il 2% delle persone usa una delle sopra elencate password, mentre il 6,5% delle persone ne sceglie una tra le 100 più diffuse. Non sto a elencarvi i metodi per creare una password più intelligenti, ma il fatto è che per non compromettere la vostra privacy, è sempre il caso di usare fantasia e non abbandonarvi alla pigrizia di usare sempre la stessa, comune password.

(tradotto e adattato da Modern Life is Rubbish) [By DynaMick]


Una MMC in cambio di un link!!

J f, 2006

Lotek regalerà una MMC Mobile da 256 MB Kingston Dual-Voltage (con adattatore Secure Digital), ad un blogger a caso tra quelli che linkeranno il suo blog! Avete tempo fino alla mezzanotte di Sabato 4 Novembre 2006 per partecipare. Le spese di spedizione saranno a suo carico.


Google acquista JotSpot

J f, 2006

Google fa ancora shopping e dopo la recente mega-acquisizione di Youtube rileva adesso JotSpot, una piccola impresa che opera nel software. I termini della transazione non sono stati resi noti, ma l’ operazione rientra nella strategia perseguita da Google di offrire sul Web un maggior numero di applicazioni, allo scopo di competere adeguatamente con Microsoft. JotSpot e’ nota per il software Wiki, reso a sua volta popolare dall’ enciclopedia online Wikipedia.

[By Ansa]